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Il trapianto dei melanociti..... PDF Stampa E-mail
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ImageNon amiamo parlare del cosiddetto trapianto dei melanociti (in realtà un innesto in quanto il trapianto prevede che l'organo provenga da un donatore diverso dal ricevente e non dalla stessa persona). La motivazione risiede nella patogenesi stessa della vitiligine, essa infatti è una malattia che distrugge i propri melanociti, dunque se attiva, la malattia, distrugge anche quelli innestati. Per questo ben conosciuto motivo, il trapianto, dovrebbe essere applicato solo in una piccola e selezionata percentuale di pazienti in cui la malattia non mostra segni di attività da almeno 2 anni. A seconda della tecnica utilizzata inoltre (esitono varie tecniche, l'articolo che segue paragona le due più utilizzate) si possono verificare effetti avversi e lasciare esiti cicatriziali.

Passiamo ora alla descrizione dell'articolo scientifico, come sempre tradotto per voi dalla Dott.ssa Bergamaschini , che mette a confronto una piccola casistica di pazienti di vitiligine con malattia stabile (che non ha avuto peggioramenti neanche minimi, negli ultimi 2 anni) trattati con le due tecniche chirurgiche più utilizzate. Parliamo di 5 pazienti e di questi solo su alcune chiazze, dunque non proprio una statistica che tolga ogni dubbio, è sempre bene tuttavia dare ogni informazione.

 

Br J Dermatol. 2007 Oct 10

Trattamento delle lesioni di vitiligine tramite ReCell((R)) in confronto al trapianto di melanociti-cheratinociti: uno studio pilota.
Mulekar SV, Ghwish B, Al Issa A, Al Eisa A. National Center for Vitiligo and Psoriasis, Post Box 300320, Riyadh 11372, Saudi Arabia.

Premessa.
Le procedure chirurgiche sono indicate per il trattamento della vitiligine stabile, refrattaria a trattamenti medicali. Oltre alle tecniche chirurgiche convenzionali, il trapianto di cellule epidermiche non coltivate sta acquistando sempre maggiore consenso fra i dermatologi.

Obiettivi.
Verificare l’efficacia del kit ReCell((R)) (Clinical Cell Culture, Cambridge, U.K.) e confrontarlo con la tecnica convenzionale di trapianto di melanociti-cheratinociti (MKT) per il trattamento della vitiligine.

Metodi.
Su un gruppo di cinque pazienti, sono state prese in esame dieci lesioni con la stessa localizzazione anatomica (parte sinistra e destra oppure due lesioni separate nella stessa zona). Cinque lesioni sono state trattate con il kit ReCell((R)) e le altre con la tecnica convenzionale di trapianto di melanociti-cheratinociti (MKT). La ripigmentazione è stata verificata dopo 4 mesi dal trapianto.

Risultati.
Delle cinque lesioni trattate con il sistema ReCell((R)), due lesioni hanno mostrato una ripigmentazione pari al 100%, una al 65%, una al 40% e una lesione non è riuscita a ripigmentarsi.
Delle cinque lesioni trattate con la tecnica convenzionale di trapianto di melanociti-cheratinociti (MKT), tre lesioni hanno mostrato una ripigmentazione pari al 100%, una al 30% e una lesione non è riuscita a ripigmentarsi.

Conclusioni.
Il sistema ReCell((R)) può rappresentare un metodo valido nel trattamento della vitiligine. Per confermarne l’efficacia, sono necessari ulteriori studi su una serie più ampia di pazienti. E’ altresì richiesta un’ulteriore ricerca per stabilire l’effettiva diluizione della sospensione cellulare.